Origine della Chiesa di San Giuseppe

Origine

Dopo la prima guerra mondiale a Milano iniziò un processo di ampliamento che  interessò in particolar modo la zona Venezia. A partire dai Bastioni di Porta Venezia, dove si trovavano l’antico convento dei Cappuccini e il Lazzaretto “San Gregorio”, si cominciò a costruire, su due lati, una fila ininterrotta di case, spingendosi rapidamente verso la solitaria Abbazia di S. Maria Rossa in Crescenzago e verso la Gobba.In questi luoghi si radunava molta gente che, in mancanza di case, viveva in baracche.

Non vi erano scuole né asilo né chiesa.
Il Cardinale Ildefonso Schuster nella sua prima visita pastorale rilevò la necessità di una chiesa in questi posti e in altre periferie di Milano. Fu fondato il Comitato Nuovi Templi che si propose di costruire almeno dodici chiese e allo scopo fu raccolto il denaro in tutta la diocesi. Primo offerente fu il Papa Pio XI per la somma di un milione.

Dopo la sesta chiesa, il giorno di San Giuseppe, 19 marzo 1939, Sua Eminenza il Cardinale annunciava alla città la decisione di costruire in questo rione una chiesa dedicata a San Giuseppe dei Moribondi allo scopo di pregare per i morti della guerra.
Il terreno fu acquistato sulla proprietà Rosti dalla Curia Arcivescovile per circa 7000 mq. in un luogo dove sorgevano orti, tra via Padova e via Rottole.

Il pomeriggio del 1° luglio 1939, giornata scura e piovosa, il Cardinale benediceva la prima pietra prelevata dagli scavi del battistero di S. Ambrogio in S. Lorenzo, pietra romana proveniente forse dall’antico Circo o Arena di Milano; nella pietra veniva racchiusa una reliquia di don Placido Riccardi.

Il 27 ottobre 1939 la ditta Alfredo Cislaghi di Monza iniziò i lavori sotto la guida  dell’architetto Umberto Del Corno, cugino di don  Giuseppe Del Corno. A Natale già si vedeva una parte dell’abside sporgere dal terreno sulle robuste fondazioni.

Nel gennaio 1940 il delegato arcivescovile don Giuseppe Del Corno fu designato dal Cardinale per la costruzione della “Chiesa spirituale”. Così in un locale delle case popolari di via Celentano, avuto gratuitamente, iniziava, con tre sedie e un crocifisso vecchio, la parrocchia di San Giuseppe.

La S. Messa veniva celebrata al n° 2 di via Celentano dove, nel pomeriggio delle domeniche, si tenevano lezioni di dottrina a donne e bambini.

Presso l’altare della nuova chiesa, c’era un quadro rappresentante la morte di S. Giuseppe, del Faruffini, prestato dal prevosto di S. Maria alla Porta.

La chiesa si manifestava tanto grandiosa da essere chiamata il “Duomo di Crescenzago”.

Il 19 marzo 1941, giorno di S. Giuseppe, l’oratorio di S. Andrea venne a cantare i Vesperi della Madonna. Per il 15 agosto 1941 quasi tutto il pavimento della chiesa era terminato in modo rudimentale e già si utilizzava un altare maggiore proveniente dalla chiesa di S. Antonio a Milano.

Il Cardinale, avendo sentito che la chiesa era quasi terminata, verso la fine di settembre venne all’improvviso per un sopralluogo.

Il 1° novembre 1941
la chiesa di San Giuseppe dei Morenti
venne consacrata
da S. E. il Card. Ildefonso Schuster.
L’altare fu dedicato a Tutti i Santi
e furono racchiuse in esso le reliquie
dei santi Ambrogio e Carlo, Protaso e Gervaso,
Nabore e Felice, Nazaro e Celso.

INTERNO della CHIESA di SAN GIUSEPPE con la struttura del primo altare maggiore e gli altari sui due lati e i due pulpiti. Il Crocifisso del 1507 fu regalato dalla Chiesa del Carmine.

INTERNO della CHIESA di SAN GIUSEPPE
con la struttura del primo altare maggiore e gli altari sui due lati e i due pulpiti.
Il Crocifisso del 1507 fu regalato dalla Chiesa del Carmine.

 

Struttura

La chiesa è un interessante esempio di arte religiosa contemporanea.

La facciata rettangolare, con accenno di frontone, è in mattoni rossi come il resto della costruzione.

Il principale elemento decorativo della facciata è una grande vetrata policroma raffigurante S. Giuseppe col Bambino in braccio; tutt’attorno i diversi titoli della sua protezione: patrono della Chiesa universale, delle vocazioni, della famiglia, della gioventù, degli sfollati ed emigrati, degli ammalati, e dei morenti.

E’ opera del pittore A. Martinetti. La sua altezza è di circa 15 metri e la larghezza è di circa 5 metri.

Il portale, in marmo di Carrara, è stato realizzato dall’architetto Vitaliano Marchini, in data 1942.

In alto, racchiuso in una lunetta, è scolpito il Cristo con i simboli dell’Eucaristia.

Ai lati, in otto registri, sono rappresentati, in bassorilievo, i sette sacramenti ed un sacramentale: il funerale.

Nell’atrio vi sono otto affreschi, quattro grandi e quattro piccoli; i primi raffiguranti episodi del Vangelo, i secondi i santi Carlo, Paolo, Ambrogio e Pietro. Sempre nell’atrio ci sono due acquasantiere in granito grigio.

L’interno è a una navata. A fianco dell’aula dei fedeli la chiesa è dotata di due ambulacri, adibiti rispettivamente a penitenzieria (a sinistra) e a cappella invernale (a destra).

Sopra tali ambulacri sono posti i due matronei.

Sopra l’atrio d’ingresso è situata una cantoria a cui si accede dallo stesso atrio; entrambi hanno le dimensioni di mt. 20,20 x 4,20 .

Nell’area del presbiterio è posto il modernissimo altare e la vasca Battesimale opera di Padre Costantino Ruggeri e realizzate con blocchi scalpellinati in marmo di Carrara.

Le pareti dell’abside sono arricchite da un grande crocifisso in gesso.

Esternamente all’emiciclo dell’abside corre uno spazio semicircolare, largo mt. 4,20 , suddiviso verticalmente in un piano terra, adibito a sacrestia e deposito di arredi sacri, e in altri due piani.

Le pareti interne e l’abside sono rivestite da mosaico in vetroso.

Gli affreschi di una Via Crucis e dei santi Antonio e Rita figurano sulle pareti laterali e sulla parete dell’entrata. Tutti gli affreschi sono dell’artista A. Martinetti.

Sui matronei si aprono, cinque per lato, dieci vetrate policrome di mt. 10 x 1, istoriate con episodi biblici del vecchio e nuovo testamento. Altre vetrate istoriate di diverse misure sono collocate nell’atrio di ingresso della chiesa.
piantinaChiesa
Il sotto-chiesa, tutto disseminato di colonne di sostegno, è costituito da ampie sale a volta.

Le misure esterne
lunghezza mt. 61 – larghezza mt. 32,20 – altezza mt. 29,50;
area complessiva del terreno mq. 12.000 .

Le misure interne
aula: lunghezza mt. 30,80 – larghezza mt. 20,20 –altezza mt. 24,30;
presbiterio: lunghezza mt. 9 – diametro dell’abside mt. 9 .