La Chiesa dei Santi Re Magi

Struttura

L’edificio restaurato rivela la sua struttura architettonica originale.

In mattoni rossi, appare decisamente gotico nella facciata, piccola ma slanciata, elegante ma sobria, con il semplicissimo portale sormontato da un arco gotico cieco e dall’ancor più semplice rosone.

La porta è recente, con sottili stipiti di marmo. Una formella con Madonna e Bambino arricchisce l’arco gotico cieco.

Ai lati della facciata, sui pilastri terminali dei fianchi dell’edificio, si appoggia la cuspide a due spioventi, con le archeggiature intrecciate poste sotto la leggera cornice da cui sporge il tetto.

Lo stile, tipico lombardo del tardo trecento, denuncia però l’origine romanica dell’edificio, sia nelle strette finestre strombate delle pareti longitudinali, sia nell’arco a tutto sesto che si apre sull’abside circolare, che all’esterno sembra una pura abside romanica.

L’interno è a una sola navata con il tetto a capriate. Sulla parete sinistra si aprono quattro fChiesa dei Santi Re Magiinestre di cui una piccolissima vicino all’abside, con tre piccoli affreschi del tutto sbiaditi a forma di medaglione.ReMagi

Di queste quattro finestre, sulla parete esterna, tre sono ad ogiva gotica ed una a arco romanico. La finestrella più piccola, che ha i medaglioni affrescati all’interno, presenta anche all’esterno pochi resti di affreschi ed è tra le tre ad ogiva.

Sempre sulla parete interna di sinistra, poco dopo l’entrata, in una piccola nicchia, poggia una Madonnina in pietra che contribuisce a dare alla chiesetta

quel suo aspetto di toccante semplicità.

Sulla parete di destra si aprono finestre tra cui spicca il quadro, recentemente restaurato, dei Re Magi.

L’altare monolitico di granito, di grande semplicità, poggia su un piedestallo di ferro e misura cm. 170 di lunghezza, cm. 87 di larghezza e cm. 53 di altezza.

A destra dell’abside è collocato, incastonato nel muro, il tabernacolo di ottone e rame.

Sull’altro lato dell’abside è situato un crocifisso di legno, collocato su candelabri che gli fanno da supporto. L’abside è affrescata dal pittore Martinetti.

A destra del corpo della chiesa si erge il piccolo campanile.

Notizie storiche

Sin dal secolo XII, è ricordata, ad est di Crescenzago, una località chiamata Corte Regina, nella quale si trova la chiesetta di S. Maria.

Alcuni storici pensarono che tale chiesetta ed i fabbricati contigui fossero stati fatti costruire da Beatrice Regina figlia di Martino II della Scala, signore di Verona e sposa di Bernabò Visconti; e che per Corte Regina si ripetesse quanto Regina della Scala fece nel 1381 a Milano, dove volle costruire una chiesa pure dedicata a S. Maria: S. Maria della Scala. (Nel 1776 tale chiesa fu distrutta ed al suo posto fu eretto il famoso Teatro alla Scala)

Ma Corte Regina era chiamata così molto tempo prima che Beatrice della Scala nascesse.

Altri storici hanno pensato che la località Corte Regina prendesse il nome dalla grande Via Romana: via Regina o Regia.

Sembra invece più probabile che il nome Corte sia di origine longobarda (da Curtes: proprietà fondiarie riservate all’amministrazione Regia o Ducale).

Ma, qualunque sia il significato del toponimo Corte Regina, è quasi certo ormai che essa indicasse una località della quale il più lontano ricordo è legato alla chiesa romanica di S. Maria che, verso il 1330, aveva anche un altare dedicato a S. Tommaso.

Nel 1400 la località possedeva un Lazzaretto ben costruito e organizzato, destinato, per lunga consuetudine, al ricovero degli appestati. Tale Lazzaretto, come tanti altri costruiti in mezzo alla campagna, non fu più usato dopo la costruzione del grande Lazzaretto fuori Porta Orientale, iniziata nel 1488.

Corte Regina fu visitata, nel 1567, dal prevosto di Desio e, nel 1582, dal Cardinale Carlo Borromeo. Dalla relazione di queste due visite otteniamo una buona descrizione della chiesa di S. Maria in Corte Regina e degli uffici contigui, e quindi del Lazzaretto con tutti i suoi servizi.

Ci risulta che vi era anche un beneficio ecclesiastico formato da circa 200 pertiche di terreno che S. Carlo destinò al nuovo seminario diocesano, che si assunse l’onere delle Messe da celebrarsi nella chiesetta.

Nel 1611, il Cardinale Federico Borromeo, in visita a Corte Regina, trovò, tra l’altro, che le monache, dette Vergini di Vecchiacchia, facevano celebrare delle messe perché avevano, accanto alla chiesa, dei beni immobili.

E’ la prima volta che si parla della presenza di queste monache.

Esse riuscirono ad introdurre il culto del Re Magi nell’antica chiesa chiamata prima S. Maria, poi della Natività di S. Maria, ed infine dedicata ai Re Magi. Infatti, nel 1704, il delegato dell’arcivescovo Archinti, in visita a Corte Regina, annotò che la chiesa era chiamata Oratorio dei tre Re Magi, ed aveva sull’altare maggiore una tela raffigurante appunto la Vergine con Gesù Bambino adorato dai Magi.

Lo status materiale e spirituale della chiesa rimase invariato dal 1704 al 1756 ma, verso la fine del ‘700, con le famose soppressioni volute prima da Giuseppe II e poi dalle leggi napoleoniche, la chiesa dei Magi venne venduta al Demanio statale e quindi trasformata in casa e ripostiglio per contadini. Ne risultò l’abbattimento dell’abside e dell’aula sacra. Parte del campanile fu demolito da bombe durante la seconda guerra mondiale.

Il prevosto di S. Giuseppe dei Morenti, don Giuseppe del Corno, intravisto il pericolo della totale distruzione della chiesetta, riuscì a farla donare alla sua parrocchia, iniziandone la paziente opera di restauro. Si ritrovarono le fondamenta dell’abside e, grazie ad una vecchia stampa, si conobbero alcune soluzioni formali che erano state del tutto cancellate.

La chiesa venne inaugurata dal cardinale Giovanni Colombo il 6 gennaio 1967.

Papa Paolo VI, a ricordo del suo ingresso a Milano nella festività dei Magi, inviò un prezioso calice per la nuova chiesa, che purtroppo venne rubato.